Storie di Vie N.2: Carmina Burana

Carmina Burana, Ceraino, 5L, VI+, R2, I

Nel 1984 Michele Macrì e Cristiano Tedeschi, due baldi giovinastri veronesi, alzarono gli occhi verso le pareti di Ceraino, dovevano essere stati giorni tormentati per le loro anime, infatti… davanti a un mare di placche assolate ebbero la “malsana” idea di infilarsi in un budello che tranquillamente si può paragonare a un girone dell’Inferno dantesco.

Non per niente Michele scelse di nominare la via con il titolo dei testi poetici medievali resi famosi dal compositore tedesco Carl Orff… ascoltate questi 5 minuti e andate a ripeterla, poi capirete! http://bit.ly/1d2V4S2

A completare l’opera, dopo il primo tiro, arrivò un ragazzo di qualche anno più giovane, ma dotatissimo, e conosciuto da tutti come un fuoriclasse: Bruno Bettio. Assieme a Michele, in tre riprese, tracciarono una linea esteticamente superba, 5 tiri che condensano tutto: due camini, un diedro, una placca e anche il classico “rumeghetto finale”, insomma… ce n’è per tutti i gusti!

Piccola nota: il materiale usato era abbastanza scarso, pochi excentric e dadi e… un chiodo in titanio di provenienza russa, Michele ricorda: «A qual tempo c’erano stati alcuni scambi tra alpinisti veronesi e russi, e questi ci avevano lasciato del loro materiale» – continua – «sulla cengia dopo il camino mettemmo uno spit, lo ricordo perché lo piantai a mano io, era il mio primo spit!».

Vi proponiamo ora i racconti di due ripetizioni:
– l’uno scritto nel 1985 (foto)
– l’altro nel 2015 –> http://bit.ly/2rQHHA2
hanno 30 anni di differenza, ma sembra che nulla sia cambiato, le emozioni che Carmina Burana suscita sono sempre le stesse…

E voi l’avete ripetuta? Siete riusciti ad “uccidere il drago”!?

 

 

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