Letture In Sosta N.1: ZAMPE ALL’ARIA

Temete che il vostro socio si incrodi per 40 minuti sul tiro duro della via? Per scacciare la noia portatevi un buon libro!
Per esempio questo: ZAMPE ALL’ARIA di Sandro Neri


Quando un amico mi mise in mano questo libro subito pensai: “Non lo leggerò mai”.
Dissi così perché ne avevo sfogliato solo le foto, e queste ritraevano ragazzi in falesia. Amo scalare in montagna e pensavo che leggere un libro di pazzi falesisti degli anni ‘80/’90 fosse tempo buttato…
Se l’ho cominciato per far felice il mio amico poi l’ho finito per far felice me, l’ho divorato in una settimana!

Il libro in questione è stato pubblicato da Idea Montagna nel 2012. L’autore è il bellunese Sandro Neri, esponente di spicco dell’arrampicata sportiva italiana. Ma definirlo solo arrampicatore sportivo sarebbe riduttivo e superficiale, perché nel libro si presenta piuttosto nella sua umanità di uomo.
Dunque di che si parla precisamente? La storia comincia da un incidente in falesia, dove Sandro si ferisce gravemente ai piedi, inizia così una lunga degenza che lo costringe a rinunciare per un periodo alle normali attività quotidiane. Ha così il tempo e la possibilità di ripensare al percorso di vita fatto dall’infanzia fino a quel momento.

È un cammino che inizia sullo sfondo delle Dolomiti bellunesi e poi passa a quello delle falesie di fondo valle, fino ad arrivare alla plastica delle prime strutture artificiali dove allena con passione le nuove generazioni; se la storia stesse tutta qua forse davvero non avrei apprezzato il racconto fino in fondo. Invece nei capitoli si trovano episodi che avvicinano Sandro Neri al lettore: le esperienze di un adolescente alle prese con un corso roccia o durante le serate in città, i compagni di cordata, il matto girovagare in cerca di avventure montane, gli studi, la ricerca di un lavoro, le relazioni, quelle andate male e quelle convolate in un matrimonio, il rapporto con i genitori, le vicissitudini con i cani (quelli domestici e quelli che pretendono di arrampicare… leggete!). E poi le vicende legate all’arrampicata sportiva, raccontate con tale passione da far venir voglia anche a me di fare un salto nelle falesie nominate (e spesso da lui chiodate), Laste ed Erto per fare solo due famosi nomi.
Ogni capitolo è la sfaccettatura di un uomo. E credo sia questa la chiave, Sandro Neri riesce infatti ad essere empatico, non facendo del grado uno spartiacque tra noi e lui (e lui era uno da VIII e passa!), ci fa capire anzi che al di là dei numeri siamo chiamati ad affrontare la stessa vita, tra difficoltà da superare e vette da raggiungere.
M.

Sandro Neri con Gigi Dal Pozzo a passo Duran, dopo la prima ripetizione della via Abran alla Pala delle Masenade, 1983 (foto Marampon)

 

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