Letture In Sosta N.3: ALPI RIBELLI

Temete che il vostro socio si incrodi per 40 minuti sul tiro duro della via? Per scacciare la noia portatevi un buon libro!

Questo mese vi consigliamo ALPI RIBELLI di Enrico Camanni.


In un mondo sempre più conformista e appiattito, in cui anche l’essere alternativi ormai è normale, quello che manca è forse un po’ di movimento, un po’ di stimolo: in una parola, un po’ di sana ribellione. Ma chi sono i ribelli, come agiscono, cosa vogliono, e soprattutto, dove si nascondono ora che c’è bisogno di loro? Non saranno certo i leoni da tastiera dei social, barricati al sicuro dietro un monitor, e nemmeno gli adolescenti teppistelli, che agiscono più per noia che per protesta: si parla di persone che hanno dato tutto per la propria causa, che hanno combattuto per la propria utopia, sperimentato modi diversi di vivere, di piccoli Davide che cercano di sostenere e difendere i propri diritti e ideali contro i Golia moderni.
Nel suo libro “Alpi ribelli” l’autore Enrico Camanni, alpinista, giornalista e scrittore, ci racconta con chiarezza e accuratezza le più significative storie di ribellione nelle nostre Alpi, spesso rivissute attraverso le sue esperienze, con una carrellata di ampio respiro storico e geografico: partendo da Guglielmo Tell, attraverso la storia di Fra Dolcino e i suoi seguaci, delle perseguitate comunità Valdesi, dei partigiani opposti ai nazifascisti, della ribellione non-violenta e gentile di Alex Langer, delle vicende di grandi alpinisti e pensatori dell’alpinismo quali Reinhold Messner, Gian Piero Motti, Tita Piaz, René Desmaison, Guido Rossa, Attilio Tissi, Emilio Comici e Mary Varale, e ancora i valligiani che si ribellano al turismo insostenibile e consumistico degli impianti da sci, Mountain Wilderness e le sue imprese, Tina Merlin e il Vajont, per arrivare al contemporaneo movimento NoTAV della Val di Susa, e allo spinoso (e per noi attualissimo) tema del lupo. Il filo conduttore è appunto la montagna, teatro di tutte queste ribellioni, territorio inospitale che esaspera i conflitti e mette a nudo l’animo umano.
Una storia per capitolo, girovagando tra Alpi Orientali ed Occidentali, Camanni ci offre la possibilità di riflettere su come siano i ribelli a cercare spesso di fare la differenza, o perlomeno di lasciare un segno. Si esce da questa lettura con la coscienza un po’ più sporca, ma con più prospettiva e consapevolezza, meno sicuri che basti un “like” per cambiare le cose, e magari con un po’ più di voglia di lasciare il nostro segno positivo nel problematico ma meraviglioso mondo in cui viviamo.
G.

 

 

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